Quanto valgono le 5 lire con il delfino sul retro? “Pazzesco”

Chi ha vissuto il periodo storico contraddistinto dalla lira italiana, di certo non potrà non ricordare anche le numerose emissioni, sotto forma di monete e di banconote che per molti hanno simboleggiato la gioventù. Stiamo parlando delle emissioni da 50, 100 e 500 lire, solo per fare qualche minimo esempio, monete che sono ancora oggi riconoscibili a familiari.

Alcune emissioni hanno avuto una vita particolarmente lunga ed interessante, come ad esempio la 5 lire con la raffigurazione del Delfino, utilizzata per circa mezzo secolo. Si tratta di una moneta che nel corso delle ultime decadi del Novecento ha trovato sempre meno spazio visto il potere d’acquisto molto “in discesa” della lira, ma che è stata una delle più diffuse nel nostro paese.

L’aspetto è alquanto riconoscibile in quanto presenta un vistoso Delfino, sormontato dal valore nominale, mentre l’altro lato è contraddistinto da un timone marittimo, circondato dalla dicitura della Repubblica Italiana. La moneta, come diverse altre emissioni coniate dal dopoguerra in avanti, è realizzata in Italma, una lega di alluminio piuttosto resistente ed economica.

Ma quanto vale?

 

Pur trattandosi di un’emissione che ai tempi era molto comune e che è comunque abbastanza facile da trovare anche al giorno d’oggi, non mancano gli esemplari più rari e preziosi: uno su tutti l’emissione dell’anno 1956, molto ambita in quanto prodotta in meno di mezzo milione di esemplari. Una 5 lire di questo specifico anno può far guadagnare da 100 euro fino a 3.500 euro a seconda delle condizioni di conservazione.
Una moneta in eccellente stato garantisce almeno 500 euro di guadagno ed è interessante anche se meno remunerativo un errore di conio discretamente diffuso nel 1969: alcune emissioni di questo anno presentano infatti il primo “1” capovolto, proprio a causa di un errore di conio: il valore è leggermente più alto rispetto ad una moneta comune, e il valore si aggira tra i 20 ed i 90 euro.