Il processo sarà lungo e inizierà ufficialmente nel corso del 2018 per concludersi definitivamente non prima del 2022 attraverso tutto un percorso che parte dall’adeguamento dei vecchi apparati, alla liberazione di frequenze e alla loro rassegnazione fino al rimborso degli utenti per l’acquisto di nuovi decoder per il digitale terrestre: arrivare ad avere un’Italia in 5G non è cosa semplice ma il Governo ha già messo nella prossima manovra. Ben 3,2 miliardi per iniziare e fronteggiare tutto il processo.

5G
Iliad protagonista nel 5G. Soldi in arrivo dall’ asta frequenze her il Governo Italiano che intanto però dovrà distribuire incentivi per gli adeguamenti tecnologici.

L’asta per le assegnazioni delle frequenze destinate al 5G si svolgerà nel 2018, secondo quanto stabilito anche nella Legge di stabilità che dovrà essere varata dal governo nelle prossime settimane. 1,25 miliardi già nel 2018 all’assegnazione di una parte delle frequenze, 2 miliardi nel 2022 al secondo round di assegnazioni. Le licenze dei diritti d’uso avranno durata 20 anni. Parteciperanno sicuramente Tim, Vodafone e Wind Tre. E anche Iliad Telecom, prossima allo sbarco in Italia, ha già confermato l’ interesse per accaparrarsi frequenze utili al 5G. E probabilmente, non mancherà l’ appuntamento nemmeno Fastweb.

Ma intanto i vari broadcaster televisivi andranno pagati per poter liberare le frequenze da mettere a disposizione e dovranno quindi adeguare a loro volta gli impianti. Parecchi soldi andranno anche alle tv locali oltre a quelle nazionali, per il diritto d’uso delle frequenze che saranno cedute.

Altri soldi andranno agli utenti finali per l’acquisto di decoder o altri dispositivi in grado di ricevere il segnale tv switchato al digitale terrestre 2. Per finire 66 milioni per i costi di comunicazione in vista dello switch-off.

Un processo che non solo sarà d’obbligo ma anche necessario. Non solo spese ma anche nuove importanti entrate, direttamente dalle tasche dei gestori telefonici, che rifocilleranno non poco le casse dello Stato. L’Italia altro non farà che adeguarsi ai nuovi standard europei. La rete sarà più efficiente e veloce e anche il segnale digitale televisivo, oltre quello telefonico, ne trarrà beneficio.

Il 5G porterà quindi anche i gestori telefonici ad investire e lanciare nuovi servizi, nuove reti e sviluppare servizi innovativi per il cosiddetto internet delle cose, per l’e-commerce e provare anche in questo modo a far seriamente ripartire lo sviluppo del nostro Paese, in ottica digitale.

Il 5G rivoluzionerà anche la normale tv di casa

Le frequenze televisive saranno quindi aggiornate con l’introduzione di sistemi come il Dvb-T2 e codec Hevc, nuove prospettive anche per la Rai.

Tre bande di frequenze saranno direttamente interessate da tutta l’operazione: la 3.6-3.8 GHz e la 26.5-27.5 GHz da assegnare ai sistemi di comunicazione mobile a banda larga per il lancio di servizi 5G in linea con l’action plan della Commissione Ue.

Quindi seguire la nuova destinazione da assegnare alle frequenze in banda 700 Mhz (694-790 MHz) ai servizi di comunicazione in banda larga in linea con i regolamenti Itu adottati dalla Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni del 2015.

Il tutto dovrà necessariamente allinearsi con gli standard europei richiesti che vogliono l’armonizzazione dello spettro per la banda larga mobile come centrale per lo sviluppo dei servizi digitali innovativi sia nelle zone rurali che urbane.

Nella speranza che tutto si svolga in maniera corretta, fluida e veloce senza intoppi, rinvii e rallentamenti ulteriori. E Iliad, certamente, partirà da subito come protagonista in questo nuovo importante fronte di sviluppo delle telecomunicazioni italiane.