I giganti del web pronti ad invadere la telefonia. Lo scenario nel breve periodo potrebbe vedere i big del digital entrare nella telefonia fissa e mobile. Ora Google e Amazon vogliono connettere le loro cose direttamente, scavalcando, almeno in parte, le compagnie telefoniche “tradizionali”. La rivoluzione 5G potrebbe portare anche questa importante novità.

Amazon e Google gestori telefonici
Che succederebbe se Amazon e Google entrassero nel mercato della telefonia? I giganti del web starebbero vagliando uno sbarco come telco.

In questi primi giorni di 2019 si è iniziato a parlare di un doppio possibile esordio. Si tratterebbe in entrambi i casi di operatori virtuali ma i nomi sono talmente altisonanti che se le indiscrezioni fossero davvero confermate, si tratterebbe comunque di una svolta storica per tutto il settore. Secondo le voci di questi giorni, sia Google che Amazon sarebbero intenzionate ad esordire com gestori telefonici, virtuali, sul mercato europeo. Italia quindi compresa.

Il gestore di Google non è proprio un’ipotesi da fanta-telefonia. Google FI esiste già negli Stati Uniti e nelle scorse settimane il motore di ricerca ha registrato il marchio Google FI anche nei territori dell’Unione Europea, fattore scatenante per diverse illazioni e sospetti di un lancio a stretto giro.

Amazon invece è stata protagonista di uno studio di DecTech. Il report si presenta come una ricerca di mercato volta ad approfondire l’eventuale appeal che Amazon troverebbe nel lanciare un proprio gestore telefonico.

Secondo lo studio, Amazon potrebbe puntare ad un mercato attorno al 25%, in un ruolo quindi da protagonista di tutto rispetto.

Questo, soprattutto grazie a possibili sinergie con il programma Prime, nato come sistema di spedizione prioritaria e gratuita ma che oggi è anche una ricca e amata piattaforma televisiva via internet alternativa a Netflix.

Insomma i giganti del web sono pronti a prendersi tutto. Nel 2019 avremo secondo tutti gli analisti, l’esplosione degli oggetti intelligenti di domotica e automazione domestica. Cose tipo Google Home e Amazon Echo entreranno in tutte le nostre case e diventeranno gli snodi principali di un più vasto sistema di oggetti connessi alla rete. Un sistema complesso del quale impareremo a non poter più fare a meno.

Dal frigo alle lampadine, passando per l’antifurto. Tutto connesso e tutto intelligente. E ovviamente sia per Google che per Amazon, potrebbe essere enormemente strategico presidiare le stesse reti, in qualità, appunto, di gestore telco.

Esordi d’eccellenza per un settore in sofferenza come quello degli MVNO

Esordi prestigiosi che darebbero nuovo smalto ad un settore in profondo cambiamento e comunque, in qualche modo, in forte sofferenza: quello degli MVNO, ovvero dei gestori virtuali. L’arrivo di Iliad, chi ci segue lo sa bene, ha portato ad una rivoluzione low cost della telefonia e la conseguente nascita di due brand nuovi di zecca: Ho e Kena Mobile.

Entrambi nascono con tutta probabilità in netta contrapposizione ad Iliad e sono, almeno tecnicamente parlando, MVNO.

Il punto è che né Kena né Ho sono gestori virtuali veri e propri. Sono in realtà semplici brand appartenenti ai due soliti già molto noti: Tim e Vodafone. E c’ è chi ha più volte posto proprio il problema della correttezza e della trasparenza nei confronti dei consumatori.

È davvero lecito creare dei virtuali fake, non indipendenti dalle compagnie? Non si rischia così di affossare, ancora di più, il mercato dei veri gestori virtuali, indipendenti nella proprietà dalle grandi compagnie telefoniche?

Giganti come Amazon e Google sarebbero una boccata d’ossigeno per il mercato MVNO e viste le loro dimensioni potrebbero trattare il prezzo di fornitura guardando a testa alta le compagnie telefoniche tradizionali, cosa che forse oggi i piccoli MVNO non riescono a fare.

Lanci importanti come quello di Amazon o di Google, coinvolgerebbero quindi le compagnie mobili italiane, pronte ovviamente a servire i big in qualità di fornitori. Voci di corridoio hanno insistentemente parlato di un possibile approccio di Google con il Gruppo 3, pronto a fornire la rete nei paesi, come l’ Italia, dove 3 opera. Potrebbe far parte della partita anche Iliad anche se per il momento il quarto operatore mobile italiano sembrerebbe orientato a restare fuori dal mercato MVNO, non ospitando quindi nessun virtuale.

Come abbiamo visto nei giorni scorsi, la priorità di Iliad al momento è l’accensione della rete proprietaria. Le prime accensioni sono previste nei grandi centri urbani, partendo quindi da Roma e Milano.

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