Si continua insistentemente, in questi giorni, a parlare di rete unica. Ovvero di quel progetto, ora fortemente desiderato dal Governo in carico (ma non solo) di scorporo della rete Tim e di fusione, del nuovo soggetto con OpenFiber di Enel e Cassa Depositi e Prestiti. Un progetto che, tutto sommato, sarebbe favorevole ai piani di Iliad di espansione anche nella telefonia fissa.

Iliad nuova Tim
Iliad anche nella telefonia fissa? La “nuova TIM” voluta dal Governo Italiano potrebbe accelerare l’approdo delle truppe di Xavier Niel, anche nel settore fibra.

La fibra ottica è fortemente diversa dalla telefonia mobile di terza, quarta e quinta generazione. In nessun Paese, è pensabile che ogni singolo gestore investa in una propria rete, portando la costosa ma indispensabile fibra, fino alla singola abitazione. Ecco perché il nuovo sviluppo del fisso, passa attraverso il modello dei gestori wholesale, che nel tempo abbiamo imparato a conoscere.

Sono aziende che operano reti rivendendo, all’ingrosso, risorse e disponibilità. Quindi banda, che poi i gestori commercializzano e rivendono, con propria totale autonomia e proprie soluzioni tecnologiche. Ci sono gestori fissi che si servono totalmente del wholesale, altri che integrano le infrastrutture affittate con le proprie piattaforme. Insomma, i tipi di collaborazione tra gestore telefonico e wholesale possono essere molteplici.

La creazione di un unico gestore nazionale wholesale

Ora l’idea di Luigi Di Maio, ministro in carica per lo Sviluppo Economico e quindi riferimento in materia di telecomunicazioni, è di incoraggiare (o costringere) Tim a cedere la propria rete, scorporandola dalla società. Una soluzione che fa poco felici gli “altri francesi” del nostro mercato, ovvero Vivendi, in questa competizione acerrimi nemici di Iliad.

Il Governo vorrebbe poi la rete Tim fusa con quella attuale di Open Fiber. Si andrebbe a creare un mega gestore, di fatto di proprietà statale e coordinato dallo Stato, che avrebbe il compito di aprire la strada all’arrivo di nuovi competitor.

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Fra i quali, appunto, Iliad. Per ora il quarto gestore mobile, come ricordato nella nostra intervista, ha tutta l’intenzione di concentrarsi sulla telefonia mobile, continuando a rafforzarsi dopo un’estate davvero infuocata. Nel 2019 però lo sguardo sarà sulla telefonia fissa, dove Iliad potrebbe esordire con lo stesso spirito rivoluzionario cercando di realizzare la convergenza applicata dalla sorella maggiore Free.

In patria infatti, la rivoluzione di Xavier Niel, viaggia sul doppio binario fisso-mobile. È evidente che anche in Italia, presto Iliad voglia valutare l’idea di entrare in un mercato tornato straordinariamente vivace: quello della connettività in fibra.

Il gestore unico della rete che conviene a Iliad

Iliad ovviamente non ha posizioni ufficiali sul braccio di ferro Governo – TIM e sullo scorporo della rete. È noto comunque che con Vivendi non corra buon sangue. Niel, fondatore di Iliad, conosce bene il Gruppo Telecom Italia del quale è stato azionista di minoranza.

Certo è che la soluzione di un gestore unico fornitore di risorse, possa accelerare l’approdo di Iliad. Costi di accesso chiari, uguali per tutti, trasparenti, possono rendere più semplice l’avvio di Iliad, visto che siamo tutti in attesa di nuove travolgenti tariffe per la fibra ottica.

Ma continuiamo a discutere questa notizia, sul nostro Iliad Fan Group su Facebook…

2 COMMENTS

  1. Dopo aver provato un paio di gestori fibra … ho deciso di abbandonare la telefonia fissa. Ci ripenserò in futuro quando un solo contratto darà origine ad una chiavetta da inserire nel router presente ovunque ma inattivo senza la chiavetta che si può mettere ovunque.

  2. Se si progetta di scorporare la rete ossia l’infrastruttura materiale, dalla erogazione del servizio ciò va fatto anche per wind tre, Vodafone e la stessa iliad. Anch’essi infatti possiedono infrastrutture materiali e non sarebbe corretto fare di Tim un gestore esclusivamente virtuale mentre degli altri no. Non solo, così facendo tutti i gestori diverrebbero virtuali poiché la rete sarebbe dello stato ed ecco allora che dovremmo paragonare Vodafone, ad esempio, ad poste mobile. Vogliamo forse distruggere Tim rendendolo eguale ad un operatore virtuale mentre gli altri no? Quali vantaggi ne otterremmo? Se i prezzi di affitto della rete saranno fissati dallo stato, i gestori telefonici muoveranno al ribasso le loro tariffe fino al limite del minimo conveniente e finiranno per essere tutti uguali. Per noi consumatori potrà essere vantaggioso davvero avere prezzi bassi, reti identiche per copertura e velocita tra i vari operatori? Se tutti viaggiassimo con auto esteticamente differenti ma identiche per prestazioni e contenuti, magari ridotte all’osso per rientrare nelle ragioni di economie di scala industriali e rimanere sul mercato. sareste contenti? Chi l’ha detto che avremo prezzi irrisori e velocità 4g o 5g? Qui si vuole solo far cassa ma non si pensa al progresso che é figlio della libertà. Ferrovie italiane ha fatto lo scorporo e avete notato cosa è accaduto? Chi può sale in Eurostar gli altri su treni perlopiù obsoleti,lenti e spesso in ritardo…E con la tv, chi vuole vedere qualcosa deve abbonarsi a società private. E se anche con la telefonia finisse così?

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