Nuove città coperte Iliad

Prima di lasciarvi al post di oggi, vi ricordiamo di scaricare la nostra applicazione gratuita per Android, dedicata ai clienti e ai fan di Iliad.

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Tante le nuove città coperte dalla rete proprietaria Iliad. Ad oggi, stando alle segnalazioni degli utenti (per il momento Iliad non rilascia ufficialmente dati) sarebbero oltre 500 le antenne attive sul territorio italiano. L’obiettivo, lo ricordiamo, è di arrivare alla cifra record di 3500 entro la fine del 2019. Sarebbe, per ritmo di nuove installazioni, un numero davvero incredibile. La rete Iliad a quanto ci risulta, sarebbe in questi giorni arrivata a Genova, Taranto, Rimini e Modena.

Nuove antenne che vengono accese seguendo uno stile non ordinato e a macchia di leopardo. Sicuramente il ritmo di nuove accensioni è determinato perlopiù dalle autorizzazioni che arrivano a singhiozzo dai vari enti locali competenti. L’Italia, lo ricordiamo, vanta le normative più severe in materia, alle quali si aggiunge un complesso sistema burocratico che coinvolge diverse istituzioni. L’avvio di un nuovo sito Iliad può, come abbiamo visto, richiedere mesi e mesi.

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Ancora una volta quindi, vogliamo sottolineare l’ostruzionismo eccessivo che Iliad rischia di subire. A svantaggio non solo dei propri clienti ma dell’intero mercato telco. Tema che affronteremo comunque meglio tra qualche riga, tornando sul “caso San Benedetto del Tronto”.

Per il momento le buone notizie sono, nonostante tutto, le nuove città coperte dalla rete del quarto gestore mobile: come detto parliamo di diverse nuove antenne. Al momento dovremmo meglio definirle come città coinvolte nella sperimentazione della nuova rete visto che, di ufficiale ancora non c’ è nulla e che sopratutto, le città citate qui e nei giorni scorsi, non hanno ancora un numero sufficiente di siti per essere considerate totalmente coperte.

Anche girando le stesse metropoli di Roma e Milano, le prime a vedere nuove accensioni indipendenti Iliad, ci troviamo perlopiù serviti dai siti in ran sharing della rete unica Wind Tre e più raramente dalle antenne proprietarie Iliad.

Con un rapido calcolo si può però presumere che, con le 3500 antenne che Iliad intende attivare entro fine anno, il quarto gestore sarà in grado di generare all’interno della rete tutta sua, circa il 20% del traffico dei clienti. Una situazione che farà bene ai clienti (che godono con le antenne Iliad presumibilmente di prestazioni migliori) ma anche ai conti della compagnia (visto che come è ovvio, Iliad non paga l’affitto a Wind 3 quando copre direttamente).

Come sempre continueremo ad aggiornarvi sui tanti avvistamenti delle rete proprietaria Iliad. Potete anche partecipare all’apposita discussione sul nostro Forum Iliad.

Ora vi riproponiamo un podcast di UpGo.news su come funziona attualmente la rete di Iliad. Il nostro articolo prosegue dopo il video…

A San Benedetto del Trono ha vinto il Parroco

Vi avevamo già raccontato la storia del parroco di San Benedetto del Tronto che con tutte le forze si era apposto all’installazione di un’antenna nei pressi della sua Chiesa. A distanza di diversi giorni dobbiamo notare, con un certo dispiacere, che alla fine l’uomo di Chiesa ha avuto la meglio e l’antenna oggetto del contenzioso, non è stata attivata.

Risultano altre antenne invece in fase di attivazione, proprio nel medesimo comune. Non sappiamo se alla fine Iliad ce la farà ad accendere anche quella postazione. Ed è bene che su questi temi, si evitino battaglie di principio.

Ciò che ci interessa notare – e lo abbiamo scritto anche nel post precedente – è la disparità che rischia di subire Iliad come quarto operatore. Nei pressi della stessa Chiesa, a quanto pare, sono attive da tempo antenne dei concorrenti. Insomma, o tutti o nessuno. Questo dovrebbe essere il principio guida di buonsenso.

Ma ora la guerra al presunto inquinamento elettromagnetico è tornata fortemente in auge. E in più occasioni, sia su 4Fan.it che su UpGo.news, abbiamo scritto delle tante leggende metropolitane che circolano sopratutto sul 5G. Bene informarsi e tenere alta la guardia, tanto più se ne vale della nostra salute ma è fondamentale farlo utilizzando basi scientifiche e non articoletti che girano online, pieni zeppi di imprecisioni.

È una situazione di diffidenza che, lo ribadiamo, rischia di svantaggiare fortemente Iliad nei confronti di Tim, Vodafone e Wind 3.

A fine articolo vi proponiamo il nostro podcast dedicato proprio al 5G e alle alleanze tra operatori che stanno definendo una situazione a due grandi blocchi. Se non l’avete ancora ascoltato, non perdetelo. Per oggi, da 4Fan.it, è tutto.

2 COMMENTS

    • Luigi, ciao da Marco. per qualunque bts esista, di qualunque gestore sia, il discorso è molto semplice. In città, visto che è pieno di palazzi, ci vogliono molte bts che in gergo si dice “si devono vedere” per fa si che nelle maglie del collegamento, non si perda il segnale. In periferia o in campagna, il discorso è diverso, perchè non essendoci ostacoli, possono essere messe anche più distanziate, ma si devono sempre “vedere”, ossia il segnale di un gestore, che parte dalla propria cella, deve arrivare sempre diretto ad un’altra cella dello stesso gestore, altrimenti ti cade la linea. In città le distanze sono assolutamente ravvicinate, all’aperto, in campagna o in aperta periferia, le distanze sono notevolmente allungate. Comunque all’aperto, in campagna o in periferia, si può parlare anche di qualche Kilometro. Ma pù l’antenna è vicina, e più senti meglio.

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