Dopo i primi segnali ufficiali di ieri, con l’avvio degli account social della compagnia, l’attesa si fa trepidante per l’arrivo di Iliad Italia. Conosciamo meglio Iliad. Quattro cose su questo nuovo gestore di telefonia mobile. E sul perché è così innovativo, atteso e amato.

Iliad Hype
Quattro cose curiose su Iliad e che forse non sai. Conosciamo meglio questo nuovo gestore di telefonia mobile.

Iliad super young. Benedetto Levi è il più giovane AD di una compagnia telefonica italiana. La voglia di innovazione di Iliad parte anche dalla nomina di Benedetto Levi, giovane ma preparatissimo. Ma è una carriera assolutamente originale la sua. Se guardiamo alla concorrenza, è praticamente impossibile trovare ai vertici massimi di Tim, Vodafone o Wind Tre un uomo senza alcuna esperienza pregressa all’interno di una compagnia telco. Levi viene infatti da una giovane startup e non ha mai lavorato realmente nel settore telefonia. Segno che Iliad, agisce con la mentalità da startup ma con la forza dei grandi investimenti. È il mindset di Xavier Niel, potremmo dire.

I “predecessori” di Iliad. Il ruolo di quarto operatore mobile è ovviamente il più difficile. Nella storia italiana questa posizione è stata occupata da due compagnie. La prima è Blu. Vi ricordate il celebre slogan “il futuro che non c’era?”. Blu, tanto per evitare forzati accostamenti, fallì per un clima di discordia all’interno dell’eterogenea compagine societaria e non certamente per un insuccesso commerciale. La fase di lancio di Blu in realtà, non andò affatto male. E poi dietro Blu c’erano una miriade di soci, tutti in fondo poco interessati al mercato della telefonia. Iliad Italia è forte di un unico socio che ha come core business le telecomunicazioni. Ogni accostamento tra le due esperienze (in questi mesi ne abbiamo sentite di cotte e di crude) è assolutamente fuori luogo.
L’altro illustre predecessore di Iliad nel ruolo di quarto gestore mobile è ovviamente 3 Italia. Tra scelte sbagliate ed eccessi di innovazione e modernismo (chi si ricorda i tivufonini?) 3 ha fatto un’enorme fatica ad andare in utile in questi anni. Alla fine i soci cinesi hanno scelto la via più semplice. Quella dell’alleanza con Wind.

La prima volta del ran sharing. Con l’arrivo di Iliad abbiamo imparato una parola nuova: ran sharing. È la prima volta che in Italia si fa un uso così massiccio di questa tecnologia. Il roaming nazionale fornito ad Iliad sarà quindi molto diverso da quello vissuto dai predecessori 3 e Blu. Il nostro smartphone riceverà a tutti gli effetti un segnale di Iliad (222-50) anche quando ad emetterlo sarà un’antenna di Wind. Una tecnologia che probabilmente potremmo vedere ampiamente utilizzata anche negli anni futuri, con l’arrivo del 5G. Improbabile che tutti i gestori riescano a sviluppare indipendentemente una propria rete. E la soluzione ran sharing permetterà a tutti di condividere postazioni, attenne e risorse.

Un hype incredibile. Di questo ne siamo ovviamente testimoni diretti. Mai il lancio di una nuova compagnia è stato accompagnato da questo forte clima di attesa. Anche senza campagne pubblicitarie, Iliad è già conosciutissima. Noi stessi non credevamo di aver così tanto seguito qui su 4fan.it, nel raccontare il lancio e le prime notizie su Iliad. E il nostro Gruppo Facebook è ogni giorno più vivace e partecipato. Iliad era famosa tra i più informati, già anni fa, quando scatenò l’inferno in Francia con le sue tariffe bomba. E poi evidentemente la voglia di novità oggi è forte. E probabilmente, quando Xavier Niel dice che qui in Italia i gestori sono percepiti come molto poco simpatici, ha ragione. Una combinazione di elementi che crediamo, tutto sommato, renderà semplice la penetrazione di Iliad nel nostro mercato.

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