Il silenzio di Iliad

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Il grande protagonista di questi mesi è il 5G. Il futuro, secondo tutti, della telefonia italiana. Un futuro verso cui tutti i principali operatori telefonici guardano con ottimismo ma intanto i costi sono altissimi e rischi anche. Perché certezze di successo e di rientro dei costi non ve ne sono.

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Anche Iliad investe in questo futuro ma sembra, stando al sondaggio lanciato da noi di 4Fan.it, che a molti utenti del quarto operatore mobile italiano il 5G al momento non interessa. Quello che interessa è soprattutto avere una buona copertura di rete che sia stabile e capillare.

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Inoltre molti utenti chiedono nuove offerte, la possibilità di cambiare tariffa e questo vale anche per la telefonia fissa.

Alcune riserve nei confronti del 5G, diciamocelo, sono anche comprensibili: in fondo é una tecnologia di cui si parla tanto ma nessuno o pochi addetti ai lavori conoscono bene. Si parla tanto di applicazioni praticamente infinite, che riguardano ogni campo possibile della nostra vita quotidiana, ma tra il dire e il fare sappiamo cosa c’è no?

In questo momento Iliad infatti non sembra troppo interessata a catalizzare l’attenzione sulla quinta generazione e neanche riempire la testa e gli spot pubblicitari di diecimila offerte tariffarie. Ma più semplicemente migliorare e stabilizzare la rete.

Al momento risultano attivi circa 600 impianti di proprietà Iliad sparsi in diverse zone geografiche ed altri in attivazione ma come abbiamo scritto e detto svariate volte: il quarto operatore mobile italiano sta incontrando numerose dissensi nelle nuove installazioni da parte di piccoli comuni italiani.

Questi piccoli comuni italiani che dovrebbero invece essere i primi e quelli più accoglienti nel ricevere una buona copertura telefonica perché proprio questi piccoli centri sono da sempre tra i grandi esclusi da una buona copertura di rete, a volte sia fissa che mobile. Il cosiddetto digital divide (vera infrastruttura mancante nel nostro Paese. Una tav digitale davvero per tutti).

Anche in questi ultimi giorni per Iliad é continuato il calvario in qualche comune che ha bloccato l’installazione di nuove stazioni radio: in queste aree sembra si sia sviluppata una vera e propria paura del 5G, a tal punto da paragonare il 5G a Chernobyl.

La psicosi 5G è stata registrata a Treviso e comunicata dal quotidiano Il Gazzettino secondo cui gli uffici ambiente del comune sono sommersi da lettere, email e telefonate di cittadini preoccupati dall’arrivo della nuova rete.

Un clima preoccupante. Perché a fronte di una pur legittima preoccupazione si dovrebbe sempre e comunque affiancare una buona informazione. E in questo momento, diciamocelo, questa corretta informazione manca.

La politica, come spesso si cerca sempre di ribadire, dovrebbe essere sempre aperta, propositiva. E’ giusto vigilare e controllare ma anche informare i cittadini in maniera corretta. La chiusura ideologica non fa bene a nessuno.

Nel frattempo sempre nella stessa zona di Treviso, i piani alti di Iliad stanno cercando una soluzione ottimale per tutti prevedendo la possibilità di installare nuove torri utilizzando i tetti più alti dei campanili.

Come si può tranquillamente evincere, la situazione resta complessa, perché a fronte di aperture da parte di tutti gli altri comuni d’Italia, per fortuna ma anche di altri piccoli comuni, questi blocchi, seppur in direzione di accordi proficui per tutti, producono ulteriori rallentamenti.

Altri ostacoli infatti sono stati registrati nel Lazio, nella fattispecie a Monterotondo, anche qui alcuni cittadini hanno mostrato lamentele per una nuova installazione prevista da Iliad.

La nuova torre sarebbe dovuta comparire in un terreno privato, in una zona di campagna a bassissima densità abitativa, quindi ottimale, ma le lamentele non sono mancate. Anche in questo caso le preoccupazioni sono per la salute di tutti.

In questo caso però il comune sembra non volersi intromettere anche perché si ricorda che esiste una normativa nazionale vigente che consente (anzi obbliga) gli operatori a costruire una rete telefonica per tutti i cittadini, in rispetto delle licenze acquisite.

Una situazione generale che pur non essendo di livello nazionale, sta creando focolai di psicosi verso il 5G e questo è preoccupante. Speriamo che la cosa si sgonfi prima o poi ma intanto si chiede maggiore e migliore informazione sui rischi alla salute dei cittadini.

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