Quanto vale questo vecchio libretto postale? “Da non credere”

Anche diversi anni fa come oggi, pensare al futuro e mettere da parte del denaro o investirlo, era ritenuto molto usuale. Oggi giorno, ad esempio, sono numerosissimi i servizi che ci consentono di mettere del denaro al sicuro senza più toccarlo. Creare polizze e fondi pensione dove versare delle piccole cifre mensili, ad esempio, è molto comune. Anche il libretto postale è un’opzione; quando nacque questo genere di servizio, ad esempio, fu da subito molto apprezzato. Tutto ciò che bisognava fare era recarsi alla posta, depositare una cifra di partenza ed affidarsi agli interessi di quegli anni affinché la somma lievitasse in una cifra più alta che, anche con un pizzico di fortuna, si sarebbe rivelata, in futuro, un bel gruzzoletto.

Con gli aumenti, l’inflazione ed il caro prezzi che stiamo riscontrando oggi, mettere dei soldi da parte è ritenuto fondamentale, molti stanno acquistando titoli, altri investono su beni di rifugio o criptovalute; alcuni puntano su fondi pensione da poter riscuotere tra una quarantina d’anni! Ma comunque, il pensiero al risparmio ed alla creazione del gruzzoletto, c’è sempre. 

Libretti postali a 6 zeri

Questo è sicuramente lo stesso pensiero che molte persone fecero quando nacque la possibilità di aprire dei libretti di risparmio alla Posta. Il denaro, così come oggi, era garantito dallo Stato e di conseguenza c’era un forte credo che nulla potesse andare storto. Quello che non si aspettava il signore che trovò in casa un vecchio libretto del genere, era che, purtroppo, il denaro non fosse più riscuotibile per lo status del libretto. In questo caso, non parliamo condizioni estetiche, bensì di uno stato “astratto” in cui si trova il libretto. Essendo, infatti, dimenticato ed abbandonato per molti anni, la cifra maturata non era più prelevabile.

Un particolare assai rilevante, però, è che in quel caso, non si trattava di una piccola cifra, bensì di 300.000€. Una vera e propria vincita al Supernalotto! Per queste ragioni, l’intestatario, dovette ricorrere a delle manovre legali mentre gli uffici postali, per continuare a garantire il denaro investito ai cittadini, annunciarono che tutti i libretti postali “dimenticati” che non rilevavano movimenti negli ultimi 10 anni o con un saldo pario inferiore a 100€ sarebbero stati definiti come dormienti. Non più idonei, dunque, a riscuotere la cifra.