Un tema forse banale ma che scontato non è. Visto che è sempre forte la curiosità verso l’innovativo mondo Iliad, oggi noi di 4fan.it abbiamo deciso di fare chiarezza sul tema della scritta operatore Iliad sul display del proprio smartphone. Quando compare Iliad? Quando compare 222-50? E cosa succede quando con sim Iliad ci si trova in roaming nazionale?

Scritta Iliad sul telefonino
Quando leggiamo ILIAD sul display? Facciamo chiarezza…

Come sappiamo, la rete di Iliad è in parte totalmente autonoma, in parte resa disponibile dal roaming nazionale con Wind Tre. Quindi, al di là della scritta sul proprio telefonino, vogliamo tranquillizzare gli utenti meno esperti sulla disponibilità della rete Iliad in Italia. La copertura, proprio grazie al roaming nazionale, è molto buona. Per roaming nazionale, e ci rivolgiamo ancora agli utenti meno esperti, si intende la possibilità per i clienti di un operatore di agganciarsi ed utilizzare la rete di un altro gestore concorrente. (Leggi anche: a chi si aggancia Iliad?).

In questo specifico caso, Iliad utilizza un duraturo accordo di roaming con Wind Tre. Quindi, potrà utilizzarne la copertura, in assenza della propria rete diretta.

C’ è però da dire, che anche in roaming, sul display del nostro telefonino troveremo nel 90% dei casi la scritta ILIAD. Questo perché, le antenne Wind, sono programmate per emettere anche il codice di rete 222-50 che corrisponde appunto ad ILIAD.

C’ è un però…

La scritta Iliad sul telefonino anche in roaming nazionale su Wind

Grazie quindi a questo particolare espediente tecnico, chiamato ran sharing (vi invitiamo ad approfondire l’argomento ran sharing in questo post molto chiaro), la rete Wind è in grado di fatto di trasmettere anche quella di Iliad. In 3G e 4G. In questi casi quindi, con sim Iliad inserita, troveremo sul display del nostro telefonino sempre la scritta Iliad. Non è quindi possibile rendersi conto a primo impatto di quando ci si trova in roaming ran sharing Wind Tre e quando invece il nostro telefonino è collegato alla rete indipendente.

Ma questo poco importa, visto che Iliad non effettuerà differenze e non applicherà costi extra quando il telefonino si trova sulla rete ospitante.

Il discorso cambio però sul 2G. In quel caso leggeremo sul nostro telefonino, con sim Iliad inserita, la scritta I WIND. Ma ripetiamo, questo è un caso che si verifica solo quando connessi al 2G e quindi quando il nostro smartphone non riesce ad agganciare le reti più veloci 3G e 4G. Casi, per fortuna, molto limite.

Come mai sul mio telefonino vedo ancora la scritta 222-50 invece che Iliad?

Attualmente la scritta Iliad è disponibile solo su alcuni sistemi operativi più aggiornati. Su sistemi più vecchi, nella ricerca reti, si trova ancora la scritta 222-50. Un problema ovviato quando nello smartphone sarà presente una sim card di Iliad. Appena inserita la sim, la scritta 222-50 sarà correttamente sostituita da quella “ILIAD”. Questo perché i dati contenuti nella sim sovrascrivono generalmente quelli contenuti nel software.

Ricapitolando, ecco i casi in cui troveremo sullo schermo del telefonino, ILIAD, WIND e 222-50:

  • SCRITTA ILIAD: sotto copertura Iliad e sotto copertura 3G e 4G di Wind
  • SCRITTA WIND: sotto copertura 2G di Wind
  • SCRITTA 222-50: nella ricerca reti, senza sim Iliad e con sistema operativo non aggiornato

Ecco una semplice infografica di riepilogo dove chiariamo ancora una volta come si comporta ILIAD quando connessi alla rete di WIND:

Scritta Iliad in roaming su Wind
La scritta “Iliad” in roaming su Wind. Infografica.

5 COMMENTS

  1. Buon articolo. Ma con un app come quella di Phono, immagino si potrà capire, grazie al codice operatore, su quale reti si è agganciati?

    • Non conosco quest’app, ma penso di no, perchè con il ran sharing la stessa rete trasmette i codici di più operatori. in pratica è come se ci fosse una rete virtuale composta dall’unione della rete fisica del tuo operatore (es: le antenne fisiche di proprietà di iliad) e quella dell’operatore che fornisce il roaming (es: le antenne wind tre), in questo modo ti fa credere che sei sempre sulla stessa rete anche quando vai in roaming. Per conoscere l’operatore che gestisce fisicamente la rete occorre un’app più “furba”: per esempio, si possono controllare altri codici, come il CID (che è unico per ciascun “ripetitore”) o il LAC (che è uguale per un certo numero di “ripetitori” raggruppati insieme, ma appartenenti alla stessa rete fisica); se la stessa cella (lo stesso “ripetitore”, o per meglio dire base station) trasmette sia il codice iliad, sia i codici wind-tre, allora si tratta di un segnale in “roaming” (e sei agganciato alla rete Wind), altrimenti si tratta della rete Iliad.

      In generale, però, la cosa può essere più complessa, perchè la tecnologia ran sharing potrebbe prevedere accordi “bilaterali”, con operatori che stabiliscono un roaming reciproco, integrando in un certo senso le loro reti: in questo caso, occorrerebbe sapere a chi appartiene una specifica base station, ma ne risulterebbe un database abbastanza grande, più adatto ad un servizio online — questo però non riguarda gli accordi tra iliad e wind-tre, almeno al momento, per quanto ne so.

      In ogni caso, in generale, non è detto che si riesca a capire da quale “ponte radio” provenga un segnale o a chi appartenga. Ci sono infatti tre modi per condividere gli impianti che consentono di accedere alla rete mobile – e di fatto NON si tratta di un vero e proprio roaming*:

      MORAN (Multi-Operator RAN): si usa la stessa antenna e lo stesso hardware, ad eccezione della ricetrasmittente radio, che è specifica per ciascun operatore, quindi ciascuno usa le sue frequenze e possono essere inviati codici diversi, così non si può sapere chi ha costruito l’antenna e chi si è agganciato dopo, né se due segnali diversi provengono da lì (non sono sicuro però che lo si possa definire “ran sharing”, di fatto solo una parte del Radio Access Network è condivisa); si tratta di uno standard commerciale non ratificato da nessun ente/consorzio;

      MOCN (Multi-Operator Core Network): in questo caso anche la radiotrasmittente è condivisa, di conseguenza si usa la banda dell’operatore “donatore” (ma se gli accordi sono “bilaterali” è anche possibile che si usino le frequenze di tutti gli operatori coinvolti, per aumentare la banda disponibile) e si riceve un solo messaggio con l’elenco di tutti i codici-operatore disponibili, quindi si può capire che si tratta di un ran sharing, ma ogni utente si “aggancia” alla rete del proprio operatore e vede sul display solo il suo nome; si tratta di uno standard 3gpp (quindi, per così dire, è un modo corretto per realizzare una rete 3G/4G)

      GWCN (Gateway Core Network): vengono condivisi altri elementi “remoti” della rete, cioè i server per gestire le chiamate, l’accesso a internet, sms ecc. (questa versione è molto più simile al roaming, ma anche qui possono esserci accordi bilaterali con l’integrazione di reti fisiche diverse in aree diverse, come se fossero una sola); in questo caso si dovrebbe parlare di Core Network Sharing più che di ran sharing; è anche questo uno standard 3gpp.

      In ogni caso, non è del tutto corretto pensare di capire a quale rete ci si aggancia, al massimo si può arrivare a capire a chi appartiene il ponte radio, ma (a parte il caso del GWCN), si usa la rete dell’operatore “ospitante” solo fino al punto di interconnessione con la fibra, da quel punto in poi le tue richieste vengono instradate verso i server del tuo operatore, quindi usi “un pezzo” di una rete e “un pezzo” di un’altra. Per l’utente finale, in definitiva, cambia poco: vedrai sempre e solo la rete del tuo operatore, e non possono esserci addebiti extra per il ran sharing.

      * in realtà, le differenze con il roaming sono sottili, riguardano principalmente gli elementi hardware effettivamente coinvolti, oltre alle antenne (e ci sono forme di roaming simili al ran sharing mocn, altre simili al gwcn), ma soprattutto la trasmissione del codice operatore corretto, quindi il ran sharing somiglia più a certi contratti adsl, o forse meglio alle infrastrutture dei full-mvno, con la possibilità di creare reti integrate o addirittura di separare la gestione della rete fisica (con le infrastrutture in tutto o in parte di proprietà di un grossista) dalla gestione dei servizi (con operatori in tutto o in parte virtuali).

  2. Non è chiaro un aspetto: Iliad quindi utilizza solo “antenne” Wind e non quelle della Tre (so che ora sono unica azienda), la questione sorge dal fatto che non è mai contemplato il caso in cui vi sia, putacaso, solo copertura Tre e non Wind. In breve, non sarebbe più corretto questo schema riassuntivo?
    SCRITTA ILIAD: sotto copertura Iliad e sotto copertura 3G/4G (Wind) e sotto copertura 3G/4G (Tre)
    SCRITTA WIND: sotto copertura 2G di Wind (ok qui corretto: sappiamo Tre non ha segnale 2G)
    SCRITTA 222-50: nella ricerca reti, senza sim Iliad e con sistema operativo non aggiornato

    • Wind e Tre stanno unificando la rete, presto in tutta italia la stessa antenna trasmetterà sia il segnale Wind, sia il segnale Tre (useranno comunque le stesse frequenze, perchè una parte della banda è stata ceduta a Iliad), sia il segnale Iliad, quest’ultimo nelle zone in cui ci sarà il “ran sharing”. In questo modo, l’azienda Wind Tre ottimizzerà la propria copertura, scegliendo le antenne migliori di ogni zona, con un minimo di ridondanza nelle aree più densamente popolate, integrando le zone “solo-Wind” con quelle “solo-3”, e vendendo a Iliad quelle in esubero. Dal canto suo, Iliad potrà installare il proprio hardware negli stessi siti dove ci sono le antenne wind-tre per non “perdere tempo” ad ottenere nuove concessioni dali enti locali, fermo restando la possibilità di scegliere nuovi siti alternativi, se più adeguati, per conto proprio. Ipotizzerei che la copertura completa del territorio nazionale da parte di Iliad arriverà con il 5G.

  3. E dove sarebbe la copertura reale di Iliad, visto che si dice che in parte la copertura è con infrastrutture completamente proprie?

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