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La storia di Iliad, episodio 2. Gli attacchi e i clienti testimonial del prodotto

Storia di Iliad episodio 2

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Prosegue il nostro racconto a puntate sulla storia di Iliad. Se non avete ancora letto la prima puntata vi consigliamo di ripartire da lì.

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Nell’episodio precedente abbiamo raccontato dei primi fortissimi attacchi ricevuti da Iliad da parte dei concorrenti. Come furbamente sottolineato dai competitor al momento della sua discesa in campo Iliad Italia non era completamente 4G+, ma grazie al supporto degli accordi di ran sharing con Wind Tre, funzionava, come ora, in buona parte anche su tecnologie 4G e 3G.

Ma la compagnia godeva da subito di un enorme punto di forza che la distingueva da tutte le compagnie telefoniche minori presenti in Italia al momento. Infatti, mentre gli altri gestori erano operatori virtuali (MVNO, acronimo di Mobile Virtual Network Operator), Iliad si è imposta fin dal giorno zero come un operatore vero, indipendente, dotato di proprie licenze e tecnologie.

Iliad traccia la differenza con Ho Mobile e Kena

Iliad arriva al palazzo di corte già dotata di una rete di infrastrutture proprie, che crescono mese dopo mese. Là dove Iliad non può usufruire di una copertura diretta, garantisce comunque un servizio grazie al roaming sulla rete Wind3, tramite un Ran Sharing (tecnologia della quale abbiamo parlato qui). La differenza tra il roaming e il Ran Sharing, è che nel secondo caso due operatori ( in questo caso Iliad e Wind3) possono condividere le antenne: caso che si verifica sempre più spesso tra compagnie concorrenti, in particolare in quei territori meno densamente abitati, in modo da ridurre costi di gestione e impatto ambientale.

Oltre a questi vantaggi, la differenza decisiva per il consumatore è che anche in assenza del segnale nativo, sul proprio device appare la scritta Iliad, senza che abbia la percezione di non essere sotto una copertura diretta (come invece avveniva con 3 Italia, dove gli utenti in roaming vedevano comparire la scritta I TIM).

Quindi a differenza degli operatori virtuali, non è la sim di Iliad ad agganciarsi a un’altra rete, ma sono le antenne “subaffittate” a trasmettere un nuovo segnale Iliad (detta in parole povere, Iliad “prende” sempre).

A livello di comunicazione, si tratta fin da subito di un particolare non indifferente perché rafforza la sensazione di fiducia e stabilità della compagnia telefonica.

La copertura del proprio gestore telefonico è sicuramente l’aspetto più importante che un consumatore verifica prima di cambiare compagnia telefonica, insieme ai costi dell’abbonamento, e Iliad si è presentata in Italia ben corazzata su entrambi i fronti. Col proliferare dei social e dei forum di settore, i consumatori sono sempre più informati e smaliziati. Per chi invece è ancora un po’ poco pratico o più anzianotto, vale la domanda che risolve tutti i problemi: “ma a voi prende?” (seconda forse solo alle soluzioni dei rebus della settimana enigmistica).

Nel frattempo, Iliad ha continuato a diffondersi lungo tutto lo stivale con nuovi impianti. Gli utenti, entusiasti, hanno salutato l’arrivo di Iliad anche nei territori in genere più dimenticati, come se finalmente fossero entrati a far parte di una nuova grande famiglia, diffondendo il messaggio di lealtà, trasparenza e convenienza della nuova compagnia.

L’abbiamo già detto, Iliad è stata sin da subito molto simpatica in Italia, il luogo dove chiunque odia il proprio gestore telefonico e maledice il suo servizio di assistenza.

I clienti iliad testimonial volontari della nuova compagnia

Non solo, gli utenti si sono prestati a diventare tester e testimonial volontari, raccontando che sin dall’inizio nelle grandi città le prestazioni del nuovo gestore risultavano molto buone. Ma anche senza copertura diretta, nelle piccole città ad esempio, i consumatori hanno raccontato che la percezione era di un servizio più performante rispetto a WindTre, che aveva evidentemente i server più saturi.

La conquista continua, Iliad persevera nell’ampliare il suo parco antenne, e nel frattempo arriva una nuova rivoluzione: il 5G.

Argomento che è sulla bocca di tutti , tra entusiasmo e allarmismo, la quinta generazione di tecnologie per la connessione mobile consentirà una velocità molto più alta e tempi di risposta rapidissimi per i nostri smartphone.

Si suppone che il nuovo campo di battaglia sarà tutto per aria, sulle antenne 5G. La tecnologia inizialmente comprende le città italiani più grandi, a partire da Milano e Roma. Tutti gli operatori stanno adeguando il proprio parco antenne per questa nuova generazione delle comunicazioni, e Iliad non è da meno, con ingenti investimenti per le licenze.

Ma Iliad non vuole deludere il suo popolo e per non ledere il rapporto basato sulla fiducia, non vuole accelerare i tempi. Sicuramente la pandemia di Covid 19 ha mutato profondamente le abitudini delle persone, e la richiesta di una connessione sicura e veloce è quanto mai urgente non solo per il tempo libero ma per la scuola e il lavoro. L’obiettivo è una copertura omogenea lungo tutto il Paese, e le nuove necessità hanno dato una spinta di accelerazione sui lavori in corso.

Il futuro di Iliad: la Rete Fissa

A due anni dal suo debutto in Italia, Iliad ha collezionato una buona dose di successi e sembra pronta a sbarcare nell’affollato campo della rete fissa.

Il 2020 è stato sicuramente un anno che passerà alla storia per i cambiamenti epocali dovuti alla pandemia di Covid 19.

Sono cambiate le nostre abitudini ma anche le modalità di studio, insegnamento e lavoro. La rete è diventata il luogo dove tutto accade. A partire dalla famosa Dad, didattica a distanza, e quella che è passato ormai alla storia come la “modalità smartuorki”, ovvero lo smart working, che nella maggior parte dei casi non ha avuto molto di smart, ma si è trasformato in un confuso telelavoro.

Abbiamo inventato aperitivi su Zoom e altre piattaforme di videochiamate, conservando le schermate come ricordo per i posteri; assistito a parroci che si sono improvvisati nerd con messe e funerali in diretta you tube; imparato a ordinare on line anche un elastico per capelli e ogni tipo di agente lievitante per le nostre focacce, sottoscritto abbonamenti a pay tv per creare un palinsesto domestico degno di un festival internazionale delle serie tv, seguito tutorial per improvvisarci parrucchieri e barber shop. In questo incredibile scenario, le compagnie telefoniche hanno investito in un’accelerata nel campo della Rete fissa e della fibra.

Il 6 Marzo 2020 Iliad Italia ha ottenuto l’autorizzazione da parte del Ministero dello sviluppo economico per operare nel mondo della telefonia fissa. A Luglio dello stesso anno, Iliad ha formalizzato un accordo per avvalersi della rete FTTH ( Fiber To The Home ) di Open Fiber, dislocata su tutto il Paese.

Ci si aspetta un nuovo episodio di questa che sembra una serie tv dell’Iliade, con una nuova feroce battaglia a colpi di tariffe. Iliad ha un rapporto di fiducia ben consolidato presso i suoi clienti, le promesse che ha fatto sono state mantenute, i costi sono super vantaggiosi, i giovani hanno avuto accesso a contratti adatti alle loro tasche. L’effetto lockdown ha avuto ripercussioni economiche disastrose, e tutti gli italiani sono alla ricerca di soluzioni che portino un risparmio, a fronte di un buon servizio: il famoso rapporto qualità prezzo di Iliad pare senza rivali.

Ma gli altri operatori non staranno a guardare, e sicuramente risponderanno con offerte e pacchetti generando il famoso “effetto Iliad” che già si era verificato con la telefonia mobile, con una gara a ribasso.

Seduti sulle rive dello Stige col secchiello di pollo fritto in mano troviamo i consumatori, felicissimi di assistere a questa gara all’offerta più vantaggiosa.

La copertura al di fuori delle grandi città è importantissima. Se l’Italia era già macchiata dal triste primato come analfabetismo digitale, questa piaga è emersa con prepotenza durante i mesi del lockdown, dove il 12% degli studenti ( numero altissimo) è stato tagliato fuori dall’istruzione a causa di connessioni inadeguate, quando non inesistenti, oltre che carenza di device.

Tutte le grandi compagnie telefoniche, tra cui Iliad, hanno risposto donando giga illimitati per gli studenti, ma il futuro richiede una connessione stabile e veloce.

Un futuro prossimo che andrà raccontato con maestria dall’innovativo marketing di Iliad. E il terzo prossimo episodio di questa nostra serie sarà incentrata proprio su questo: la comunicazione innovativa di Iliad. Le caratteristiche fondamentali di una strategia di successo.

Tra poche ore pubblicheremo La Storia di Iliad Episodio 3, sempre qui su www.4fan.it. Restate sintonizzati.

adesso vai all’episodio 3…

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2 commenti su “La storia di Iliad, episodio 2. Gli attacchi e i clienti testimonial del prodotto”

  1. Rispondo da “anzianotta”.
    Cliente ILLIAD da circa un anno. All’inizio “prendeva” molto bene e ovunque.
    Da diversi mesi molto meno.
    Cosa è cambiato?

    Rispondi
  2. Iliad ha una gravissima pecca: l’assistenza tecnica.
    Cordialissimi ed empatici al momento della segnalazione, ma poi tutto tace e non risolvono nulla!
    Per l’assistenza, più che 7na Rivoluzione, una Involuzione!!!

    Rispondi

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